lunedì 14 marzo 2016

Victor : la storia segreta del dottor Frankenstein


Genere: Fantascienza
Regia: Paul McGuigan
Sceneggiatura : Max Landis
Musiche: Craig Armstrong
Scenografia: Eve Stewart
Costumi: Jany Temime
Trucco: Nicky Knowles
Attori principali: James McAvoy (Victor) e Daniel Radcliffe (Igor)





Ho adorato tutto di questo film, dalla scena iniziale a quella finale.

Partiamo dalla trama che  è stata arricchita di nuovi particolari,è stata aggiunta una nuova prospettiva , quella di Igor. E' stata un po' stravolta la storia rispetto a come la conosciamo, anche se il messaggio del film è lo stesso del libro, ossia , l'uomo che gioca a fare Dio, ma crea qualcosa di spaventoso che non può essere controllato.

Per la prima volta l'iconica creatura Frankenstein non è la protagonista, il vero protagonista è il rapporto tra Victor e il suo assistente Igor. Prima Victor che salva Igor da una vita di derisioni, poi Igor che cerca di aiutare il suo salvatore , prova a riportarlo sulla retta via cercando di farlo ragionare e buttare fuori tutto il dolore per la morte del fratello.









Le musiche sono talmente in simbiosi con gli eventi che non distraggono l'attenzione , ma c'è un punto in cui diventa protagonista la musica, che ho particolarmente apprezzato, quando entrambi sono stesi sul pavimento a disegnare e progettare il "mostro" .



Le scenografie sono particolari, ma nella parte finale mi hanno sbalordita, davvero molto belle, la location è il castello Dunnottar arroccato sulle meravigliose coste scozzesi. Il castello non è nuovo al mondo cinematografico, fu d'ispirazione per la creazione del castello della famiglia di Merinda nel film Brave, e scenografia anche di Elsinore nel 1990 con Mel Gibson.


 Le inquadrature sono veloci e sinuose , poi l'inserimento di disegni dell'apparato interno, scheletro, muscoli, organi ha arricchito la narrazione, rendendola più attrattiva, ad esempio quando dovevano aggiustare la clavicola di Lorelei se avessero parlato soltanto molto probabilmente non avrei capito, invece, sentendo loro  e guardando cosa i loro occhi vedevano in realtà , ossia polmoni ed ossa, ho dato un significato logico alle loro parole. 



I Costumi sono classici , molto curati nei particolari.




Ho notato un particolare, i colori dei vestiti di Lorelei erano diversi da tutti gli altri, colori profondi verde acqua , verde, rosso berry , che la mettevano in risalto rispetto a tutti gli altri. Il mio preferito è proprio il rosso, non un rosso normale, un rosso amarena vellutato, oltre ai colori anche la struttura era molto appariscente rispetto alle altre dame. Invece il trucco era quasi inesistente, le labbra molto naturali ed anche gli occhi.


























































La cosa che mi è piaciuta di più è stata la parte recitata inizialmente da Daniel Radcliffe, 
ma poi subito dopo ho adorato James McAvoy , è stato bravissimo , lui è uno di quegli attori che mi affascina solo con uno sguardo, che non smetterei mai di guardare, lui parla con gli occhi , con la mimica facciale,
è proprio un altro livello di recitazione , ha interpretato il genio nel modo migliore possibile, con i suoi modi pacati ed eleganti nei primi minuti, la sua misteriosità e infine con i suoi scatti d'ira, la sua pazzia e i suoi momenti di fragilità.






Differenze libro/film: Nel libro è la morte della madre a scatenare questa inquietudine nell'animo di Victor, nel film la morte del fratello maggiore, nel libro , invece, il fratello  viene ucciso dal "mostro" creato da lui. Ovviamente il libro è incentrato sulla creazione, ma soprattutto sul dopo, invece il film narra una storia leggermente diversa che è incentrata sul  prima del "mostro" e finire con la creazione, negli ultimi minuti, della creatura . Anche come luoghi c'è una diversa "geografia" , il film si svolge in inghilterra, nel libro il giovane Victor studia medicina in Germania ed è originario della Svizzera.

Recensione: voto 8

Citazioni preferite:
-"A volte occorre osservare da più vicino per comprendere, a volte è il creatore il vero mostro";
-" i circhi amano considerarsi come una famiglia, ma naturalmente ogni circo ha il suo pagliaccio";
-"nessuno mi chiamava per nome, mi chiamavano il gobbo,o il mostro quando erano gentili,in verità non li odiavo per questo, è difficile riconoscere la crudeltà se non conosci la gentilezza";
-" non so perchè le scienze catturassero la mia immaginazione, penso mi aiutassero a sopportare";
-"Dio ci ha mandato in questo mondo imperfetti, siamo deboli, siamo fragili e destinati a morire,
( l'orologio)  mi ricorda che è inaccettabile";



Quest'ultima frase forse ha bisogno di una spiegazione perchè penso sia il fulcro del film, in poche parole l'orologio da taschino gli ricorda il fratello che è morto quando era piccolo , Victor ritiene inaccettabile la sua morte , quindi, sfida "Dio" , sfida la morte e la fragilità umana per riportarlo in vita , ma questo non fa altro che mostrare la sua fagilità, la sua debolezza, la sua imperfezione .


1 commento:

  1. "In verità non li odiavo per questo, è difficile riconoscere la crudeltà se non conosci la gentilezza" cit.

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